Cos'è la fusione dei Comuni?

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Che cos'è la fusione?

La fusione è la creazione di una nuova entità amministrativa più grande, più popolosa, meno costosa e con maggiore capacità di investimento, essa è il naturale proseguimento di collaborazioni già cominciate molto tempo prima, come ad esempio la Società Essepiuno Servizi Srl per la gestione delle Case di Riposo di Mel e Trichiana, il PATI (Piano d’assetto del territorio intercomunale) tra Mel e Lentiai o l'istituto comprensivo di Mel e Lentiai.

La fusione è principalmente un atto politico e prevede la nascita di un nuovo Comune che comprenderà i territori delle tre municipalità interessate.


Si avrà di conseguenza una sola amministrazione politica con un Sindaco, una Giunta, un Consiglio Comunale e quindi una sola struttura organizzativa che comprenderà tutti i dipendenti, provenienti dai tre enti locali coinvolti.

In termini puramente pratici ci sarà un miglioramento quantitativo e qualitativo degli orari di apertura al pubblico degli sportelli, una maggiore capillarità dei servizi, un maggiore "peso" istituzionale, e strategie di sviluppo territoriale di più ampio respiro. Di tutto questo ne parleremo in tutti i prossimi incontri con la cittadinanza previsti per tutto il mese di novembre e per buona parte di dicembre, fino a domenica 16 giorno in cui saremo tutti chiamati a votare per decidere se fondere o meno le tre realtà.

Citiamo da un articolo tratto da scenarieconomici.it a firma di Roberta Mucciante:

[…] Il processo di fusione di Comuni va collocato all’interno del più ampio quadro inerente l’autonomia degli enti locali. Nell’attuale momento storico, fortemente caratterizzato da una profonda crisi economico-finanziaria, il legislatore statale, mosso dall’esigenza di una razionalizzazione delle spese, ha messo in atto un processo di ridefinizione dei territori (dagli ambiti provinciali alla c.d. geografia giudiziaria e – negli anni precedenti – anche dell’esperienza delle Comunità montane), nei confronti del quale il processo di fusione dei Comuni si configura a mo’ di percorso autenticamente “democratico”, proveniente dai livelli territoriali coinvolti e non discendente “dall’alto”, secondo parametri quantitativi predefiniti e senza alcuna riflessione sulle peculiarità dei territori di riferimento. Infatti i Comuni, in quanto depositari di una tradizione millenaria, sono il frutto di una sedimentazione culturale sviluppatasi nei secoli. […]

[…] È certo che i tempi che viviamo richiedono modifiche profonde del quadro istituzionale-amministrativo, che ha dimostrato la propria inadeguatezza e appare, indubbiamente, ormai inadatto a soddisfare le mutate esigenze dei territori, sia in termini di servizi che di rappresentatività.